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primi europei a mettere piede sul suolo di quelli che
poi diventeranno gli Stati Uniti furono probabilmente
i Vichinghi, provenienti dalla Groenlandia e guidati da
Erik il Rosso. Di loro si hanno tracce certe sull'isola
di Terranova, ma è probabile che si siano spinti
anche più a sud. I loro insediamenti non ebbero
però successo, probabilmente a causa delle malattie,
dell'ostilità degli indigeni e dell'esiguo numero
dei coloni. Nelle leggende nordiche si parla di una terra
verdissima, chiamata Vinland. Cristoforo Colombo , nel
suo tentativo di aprire una nuova via per le Indie, sbarcò
il 12 Ottobre 1492 nel continente americano senza riconoscerlo
e credendo , probabilmente per tutta la vita, di essere
approdato nelle Indie. Solo qualche anno più tardi
l'altro famoso navigatore italiano Amerigo Vespucci nel
corso delle sue esplorazioni si rese conto che quelle
che andava scoprendo erano terre appartenenti a un nuovo
continente che dal suo nome venne a chiamarsi America.
L'origine della nazione statunitense risale alla Dichiarazione
di Indipendenza di 13 colonie britanniche, che nel 1776
si proclamarono libere ed indipendenti ed accettarono
di formare una federazione fra loro.
Prima dei britannici o contemporaneamente con loro, il
territorio era stato occupato e sfruttato da olandesi,
svedesi, spagnoli e francesi: insieme questi coloni hanno
avuto sul Nuovo Mondo una presa maggiore di quella dei
nativi americani, precedentemente indicati come Indiani,
che per secoli avevano vissuto su quelle terre. Comunque,
anche grazie alla colonizzazione europea, gli Stati Uniti
si sono trasformati nella prima democrazia moderna del
mondo dopo la loro rottura con la madrepatria.
La struttura politica originale (1777) era una confederazione,
ratificata successivamente nel 1781 con il nome di Articoli
della Confederazione. Dopo un lungo dibattito, questi
vennero soppiantati dalla Costituzione, nel 1789, di un
governo federale più centralizzato. Durante il
diciannovesimo secolo si sono aggiunti molti nuovi stati
ai 13 fondatori e i confini della nascente nazione si
sono estesi per tutto il Nord America, acquisendo anche
un certo numero di possedimenti oltreoceano. Due esperienze
traumatiche importanti per la nazione furono la Guerra
di secessione americana (1861-65) e la Grande Depressione
degli anni Trenta.
Dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale (1945)
gli Stati Uniti sono diventati la principale super-potenza
mondiale e la loro posizione si è ulteriormente
rafforzata col crollo della rivale Unione Sovietica (1991).
In seguito all'attacco terroristico al World Trade Center,
avvenuto l'11 settembre 2001, gli Stati Uniti hanno esteso
la lotta al terrorismo oltre i confini nazionali, ingaggiando
guerra in Afghanistan contro i talebani e in seguito in
Iraq contro la dittatura di Saddam Hussein e i suoi sostenitori
iracheni. |